Praia a Mare è così denominata a partire dal 1928, da quando, cioè, è assurta al rango di comune autonomo. Sino ad allora era stata una frazione del comune di Aieta, con la denominazione “Praia d'Aieta”, sull'antico toponimo di Praia degli Schiavoni (“Plaga Sclavorum”), ossia spiaggia degli Slavi (schiavi), portati sul territorio nel decimo secolo dai Bizantini a difesa dei Saraceni.

Sul pendio del monte Vinciolo si trova l'ingresso della Grotta della Madonna, che si apre nella roccia calcarea. Qui c’è il Santuario della Madonna della Grotta, che ha una campana molto particolare, quella del piroscafo inglese “Imballa” affondato nei pressi dell’Isola Dino il 26 dicembre 1917, durante la prima guerra mondiale. Purtroppo la statua della Madonna che si trova oggi all’interno della Cappella del Santuario non è quella originaria, che venne trafugata nella notte del 4 marzo 1979, ad opera di sacrileghi vandali. Quella attuale è di dimensioni ridotte ed è stata realizzata nel 1983. Nella grotta si possono seguire tracce di insediamenti umani di varie epoche, risalenti fino al paleolitico superiore.

Dall’alto del Santuario, raggiungibile attraverso una ripidissima scalinata, si può ammirare l’abitato di Praia a Mare e, verso sud, l'isola Dino, non distante dalla costa, sulle cui alture cresce una particolare specie di mirto e vivono in cattività le lepri, che con l’Isola di Cirella (nei pressi di Diamante) e quella che fu un tempo l'Isola Talao, a Scalea, fa parte del suggestivo trittico di isole dell' Alto Tirreno Cosentino. Le grotte dell’Isola Dino sono di una bellezza insuperabile. Si possono raggiungere in barca quella “delle Sardine”, la grotta “Azzurra” (analoga a quella di Capri) e quella “delle Pecore”, così denominata per le capricciose formazioni stalagmitiche.

Praia a Mare è sicuramente una delle località turistiche più apprezzate della zona, non solo per le bellezze naturali, ma anche per la conformazione urbanistica. Negli anni sessanta, periodo in cui si insediarono sul territorio diverse industrie tessili, è stata la località della Calabria con il più alto reddito pro-capite.