Pino Loricato

Si arriva a Orsomarso (la strada è quella per Marcellina, con deviazione poco dopo l’abitato di questa località) e si lascia l’automobile nell’apposito piazzale ai margini della Riserva Naturale. Si prosegue rigorosamente a piedi. I monti di Orsomarso sono quelli più prossimi al mare e l’ingresso diretto nell’area del Parco Nazionale del Pollino attraverso la via realizzata dalla società boschiva “Argentina” decenni orsono. Si ammira l’orto botanico che raccoglie preziosa rara flora della valle e la meravigliosa cascata di “Vallone Picara”.

Dalla vicina località “Povera Mosca”, attraverso una serie di ponticelli in legno, si attraversa il fiume Argentino e ci si inerpica per sentieri ai cui margini si godono spettacoli indescrivibili, verso “Pantagnoli”, dove la natura si è divertita a creare giochi di luci ed ombre che nessuno riuscirà mai a descrivere.

Poco più su vola l’aquila reale… La natura è selvaggia e qui comincia il paradiso del Parco del Pollino, dove vivono il lupo appenninico, il capriolo e il gufo reale e dove sta come un “patriarca” il pino loricato più vecchio: ha quasi mille anni. Scendendo al borgo di Orsomarso, dopo aver visitato le caratteristiche viuzze del centro, è d’obbligo una visita al monastero basiliano in contrada Mercuri (a circa 4 chilometri dall’abitato, in prossimità del ponte sul fiume Lao), che ospitò San Macario, San Nilo e San Saba. La chiesetta, in puro stile bizantino, è ben conservata e merita un' attenta visita.