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La difesa del territorio calabrese, nelle numerose dominazioni che si sono succedute nei secoli, ha sempre avuto una rilevante motivazione strategica e militare. In buona parte ben conservati ovvero oggetto di recenti restauri e ristrutturazioni, i castelli della Calabria, imponenti manufatti, in buona misura pregevolissime opere architettoniche, costituiscono o implementano, oggi, a distanza di centinaia di anni, elemento di non trascurabile richiamo turistico. Ognuno di essi è espressione di un periodo storico che ha caratterizzato il luogo, come le innumerevoli torri risalenti, soprattutto agli anni della dominazione aragonese, come la Torre Talao di Scalea, o normanna, come la Torre di Fiuzzi a Praia a Mare, tanto per citare due località di questa nostra costa dell’Alto Tirreno Cosentino.

I più importanti castelli calabresi sono situati a ridosso sia della costa tirrenica che di quella jonica, accomunate dalle ingerenze delle dominazioni e da problematiche di presidio commerciale e militare. Due di questi manieri sono a poca distanza tra di loro, sul versante jonico. Quello di “Le Castella”, in territorio di Isola Capo Rizzuto, è divenuto icona delle promozioni turistiche per la Calabria. Situato in posizione di ineguagliabile bellezza, è ritenuto tra i più belli al mondo. Si erge, maestoso, su un piccolo isolotto di roccia legato alla terraferma da una sottile lingua di sabbia. Realizzato in pietra locale, il manufatto risale al XIII secolo ed era il baluardo più importante voluto da Carlo D’Angiò a difesa dell’intero comprensorio di Capo Rizzuto. Il castello domina la costa e la spiaggia circostante è divenuta una delle mète turistiche calabresi più conosciute e frequentate. A poche decine di chilometri, inerpicandosi verso la Sila, vi è l’imponente struttura del Castello di Santa Severina. Anche qui, come a Le Castella, siamo in provincia di Crotone. E’ una struttura imponente che domina la piazza della città, con la quale si integra perfettamente. Con i suoi sotterranei intricati, le sue torri, i suoi merli, questo meraviglioso esempio di architettura militare conserva intatto il suo fascino e il suo mistero. La costruzione risale al secolo XI ed è attribuita a Roberto il Guiscardo, che però quasi certamente dovette intervenire su una precedente fortificazione preesistente di epoca romano-bizantina. Oggetto di successive ristrutturazioni da parte dei Carafa nel ‘500 e della famiglia Grutther nel XVIII secolo, è oggi sede di museo archeologico ed ospita il Centro di Documentazione Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi.

Risalendo la costa, verso nord, troviamo il Castrun Petrae Roseti, un castello fortificato a difesa della costa dell' Alto Jonio Cosentino, tra i principali della regione, risalente ad epoca normanna, ricostruito nel '200 per volontà di Federico II di Svevia, rimaneggiato più volte fino al secolo XVI. È sito a Roseto Capo Spulico, a picco sul mare sul Promontorio di Cardone, in una posizione davvero indescrivibile. Il castello è di forma trapezoidale e ha tre torri, di cui una merlata e più alta rispetto alle altre. Sempre sulla costa jonica, ma ben più a sud, si ergono i ruderi del Castello di Squillace, semidistrutto nel terremoto del 1783, ma di grande importanza storica e strategica. Costruito da Guglielmo d’Altavilla nel 1044. Più volte rimaneggiato in epoca sveva e angioina, venne ricondotto ai fasti da parte del princice Ferdinando d’Aragona, futuro re di Napoli, nel 1485, ed ancora oggi è visibile lo stemma dei Borgia. La posizione è splendida, sul meraviglioso golfo di Squillace.

Anche se conosciuto come “aragonese”, l’origine del Castello di Reggio Calabria è in realtà molto più antica, poiché tracce di una fortificazione nello stesso sito risalgono all’epoca romana. L’esistenza documentata di un vero e proprio castello risale all’anno 536, successivamente nel 1059 passò dai Greci ai Normanni e nel 1266 a Carlo I d’Angiò. Ben restaurato, in posizione centralissima sulla città dello stretto, si presenta in tutta la sua bellezza ed è sede di numerose manifestazioni di interesse culturale e scientifico. Sulla costa tirrenica, meritano grande attenzione il Castello di Scilla, denominato “Castello dei Ruffo”, realizzato su preesistenti manufatti risalenti al V secolo a.C. nel 1060, in epoca normanna, da Roberto il Guiscardo. Ma in seguito vi furono numerosi interventi di restauro, in buona parte necessari dopo i sismi del 1783 e del 1908 (il terremoto di Messina), dopo varie vicissitudini e ulteriori ampliamenti e fortificazioni nell’epoca angioina, diventando poi palazzo baronale della famiglia Ruffo.

A Pizzo Calabro, l’antico Castello Murat fu eretto nella seconda metà del XV secolo da Ferdinando I d’Aragona. E’ un manufatto ben conservato. Come si legge su una lapide posta all’ingresso, l’edificio deve la sua denominazione a un evento che fece di Pizzo, come scrive Alexandre Dumas, “una delle stazioni omeriche dell’Iliade napoleonica”. Proprio qui, difatti, fu imprigionato e poi giustiziato Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, un re che “seppe vincere, seppe regnare e seppe morire” e che ha lasciato tracce importanti nella cittadina del vibonese.

In provincia di Cosenza, sulla costa tirrenica, è di non trascurabile importanza il Castello di Fiumefreddo Bruzio, detto anche “Palazzo della Valle”, sito su uno strapiombo naturale sul Vallone Scuro e rivolto verso il mare. Costruito nel 1201 da Simone de Mamistra, che partì dalla trasformazione di una torre di difesa, nel 1536 il castello venne abbellito secondo i canoni estetici dell’epoca e furono costruite le mura di cinta del paese e due torri denominate Golette. Recentemente restaurato, custodisce i murales di Salvatore Fiume, che qui ha soggiornato, e che dipinse anche alcune pareti interne ed esterne dell’antica struttura semidiroccata. Nei pressi delle coste vi sono molti altri pregevoli manufatti, anch’essi di non trascurabile valenza, ma è anche all’interno che la Calabria è ricca di testimonianze architettoniche di questo genere. Come il castello di Morano Calabro, ad esempio, realizzato tra il 1100 e il 1200 e ampliato tra il 1515 e il 1546 da architetti napoletani per conto del Conte Sanseverino, che qui dimorò, dotandolo di una imponente torre quadrata a due basi cilindriche e di una cinta muraria. A differenza di quelli prima citati, da questo castello non si doveva presidiare il mare, ma il Pollino e la piana di Sibari che da qui si allarga. Luoghi da visitare per l’importanza storica ma anche per il fascino e, a volte, i misteri che li caratterizzano. Testimonianze tangibili di culture diverse che qui hanno lasciato tracce importanti della storia di questa terra.