Veduta di Verbicaro

Verbicaro è molto probabile che sia, secondo eminenti storici, l’ “Aprustum” dei Bruzi o “Vergae”. Ma il nome potrebbe anche derivare da Bernicaro o Berbicaro (in dialetto “Vruvicaru”), che potrebbe significare – dal punto di vista etimologico – luogo di pastori, dal latino “berbicarius”, pecoraio, o per la derivazione etimologica, dal latino “vervex”, pecora. Ancorché Verbicaro sia stato il centro più importante, sotto il profilo amministrativo, dell’Alto Tirreno Cosentino sino ad oltre la metà degli anni Cinquanta (sede di mandamento e degli uffici giudiziari e finanziari), ma anche vivo sotto l’aspetto commerciale, la storia del nucleo urbano non è particolarmente ricca di particolari.

Appare certo che il nucleo urbano sia stato costituito in epoca medievale, sorto come “castello” che si estendeva dal palazzo antico baronale sino a Bonifati. Questo antico palazzo baronale conserva, difatti, ancor oggi il nome di Castello. Si vedono ancora le strutture di un “paese rifugio”, difeso da tre porte d’accesso, con le case prevalentemente tutte di un solo vano (ben diverse dai moderni monolocali), una addossata all’altra, edificate a difesa e protezione. Quindi un paese-rifugio che tale si confermò anche allorquando le popolazioni delle vicine località marine, per scampare alla malaria, ma soprattutto alle incursioni saracene, durante il periodo bizantino, furono costrette a ritirarsi nell’entroterra, e Verbicaro era il sito ideale.

Oggi, tra le località dell’Alto Tirreno Cosentino, Verbicaro è nota per la produzione dell’omonimo, ottimo vino, l’unico della zona ad aver ottenuto l’imprimatur di prodotto protetto e di origine certa (i vari “doc”, “dop”, ecc.) e per la natura incontaminata che caratterizza i luoghi montani che dalla catena costiera, e quindi partendo da appena sopra l’abitato di Verbicaro, attraverso Piano Novacco, portano sino ai picchi del Pollino: posti meravigliosi, raggiungibili solo a piedi, dai quali è possibile vedere contemporaneamente il mare Tirreno e il mare Jonio. Molto caratteristica, ma per "stomaci forti" è anche la processione dei Battenti che si svolge nel periodo Pasquale.