Papasidero, lo scrigno del fiume Lao

Lambito dal fiume Lao, Papasidero (siamo già nel Parco del Pollino) è uno dei borghi calabresi più affascinanti e ricchi di storia. E uno dei luoghi più visitati è la Grotta del Romito, che dista pochi chilometri dal centro abitato, sulla strada che congiunge Scalea a Mormanno, una delle più importanti testimonianze della presenza della presenza sul territorio dell'uomo del paleolitico superiore.

Di particolare pregio e importanza storica e archeologica è un graffito raffigurante due “bos primigenius”, dalle linee essenziali e armoniose. Scoperta nel 1961, la Grotta del Romito, nelle successive campagne di scavi, ha portato alla luce importanti reperti, tra i quali i resti di un giovane cacciatore riferibili a circa 17 mila anni fa! Il nome della località è riferibile al “papas isidoros” (capo di una comunità basiliana), essendo stata Papasidero un'importante centro del monachesimo italo-greco, con tracce importanti, ancora ben visibili. La presenza basiliana e quella feudale, dal Cinquecento in poi, ha lasciato manufatti di non trascurabile valenza, ancorchè riadattati nel tempo, nonostante devastanti terremoti, soprattutto le Chiese. Di notevole spessore architettonico e storico quella di San Costantino (che si fa risalire al XIV secolo), sita nella parte alta del borgo, con navata unica e abside pentagonale e apprezzabili tele raffiguranti San Francesco e San Domenico della scuola napoletana del Seicento. Il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli (XVII sec.) è incastonato nelle gole del Fiume Lao, raggiungibile attraverso un ponte. La struttura attuale si sovrappone al manufatto originario medievale ed è costituita da una pianta a “T” con tre navate e tre campate e all'interno è custodito un pregevole affresco che raffigura la Madonna di Oditrigia e una statua lignea della Vergine. Risale all'epoca bizantina (XI-XII sec.) la Cappella di Santa Sofia, anch'essa nel nucleo abitato più elevato. Fuori dall'abitato, meritano una visita anche la Chiesa della S.S. Trinità, nella frazione Avena, un tempo importante presidio dei monaci basiliani, e i ruderi della Chiesa di Sant'Elia, nei pressi della Grotta del Romito.

I ruderi del Castello (XI-XIII sec.) sono di epoca normanno-sveva e dominano, da uno sperone roccioso, il fiume Lao. Il corso d'acqua, tra i più suggestivi della Calabria, attraversa le strette gole prima di sfociare nel mare di Scalea ed è il paradiso degli amanti del rafting.